MafieInLiguria.it

Osservatorio Boris Giuliano

Il Morso sulla Laterna

Capitolo I – Prima Pagina

Genova, 18 settembre 2016.

Scorrendo le pagine dei giornali, in una mattina qualsiasi, le notizie si susseguono come al solito nella loro quasi monotonia. Tuttavia, in una giornata più fine estate che di inizio autunno, c’è una notizia in particolare che attira l’attenzione dei lettori genovesi; è lì, in prima pagina, sotto gli occhi di tutti: quella mattina la città si è risvegliata con un omicidio.

Nemmeno 24 ore prima, nel tardo pomeriggio di sabato 17 settembre, due uomini, Enzo e Guido, padre e figlio, decidono di recarsi in via san Giacomo, nel quartiere di Molassana. Vanno a trovare Christian, Davide e Marco. Ma la visita non sarà di cortesia.

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I Conti di Lavagna in pillole

Infografica —> I Conti di Lavagna

Beni confiscati, eppur si muovono

I beni confiscati, finalmente, hanno iniziato a muoversi, e questa volta per davvero. Dopo tante parole, buoni propositi, interrogazioni comunali e molto altro, da oggi si è entrati nel vivo del processo di riassegnazione dei beni, e per i 115 immobili della confisca Canfarotta (la più grande alla criminalità organizzata del nord Iitalia) forse si intravede un futuro.

Nella mattina del 13 settembre, così come riportato da ANSA e Repubblica, si è svolta in Prefettura, davanti al prefetto Fiamma Spena, una riunione del Nucleo di supporto dell’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata per avviare i progetti di recupero e assegnazione dei beni. Continue reading

Ecomafie – Dizionario di mafia e antimafia

ecomafia, rifiuti bruciati
Ecomafie: quando un’organizzazione criminale di stampo mafioso conduce attività illecite che recano danno all’ambiente (tipicamente il lucroso smaltimento illecito dei rifiuti) viene definita ecomafia. Il termine ecomafia è stato coniato dalle associazioni ambientaliste impegnate suo territori nel contrasto a questo genere di fenomeni.
Solo nel 2015 il nostro Paese si è dotato di strumenti penali specifici per contrastare gli ecoreati. Questa riforma del codice penale oggi permette più agevolmente di perseguire le organizzazioni mafiose.

Intervista a Giancarlo Caselli – Mafie al Nord

Intervista al Dottor Giancarlo Caselli, già Procuratore Capo di Palermo e Torino, al V appuntamento Nazionale dei Giovani di Libera: mafie al Nord e radicamento del crimine organizzato.

La ‘ndrangheta in Liguria – mappatura delle cosche

LA SPEZIA
La provincia della Spezia potrebbe sembrare una provincia “babba”: a prima vista pochi episodi violenti, poche inchieste, pochissime condanne. Ma da anni fonti istituzionali raccontano della presenza di un gruppo criminale calabrese collegato al clan ALVARO di Sinopoli (RC) e delle famiglie DE MASI e ROSMINI. Nel 2000 la DIA scrive che «è stata evidenziata l’attività di elementi legati alla cosca IAMONTE» e un paio di anni dopo dichiara che a Sarzana si è stabilita da tempo la famiglia ROMEO, originaria di Roghudi (RC), «dove svolge attività edilizia e di floricoltura». Anche la Direzione Nazionale Antimafia conferma questa ipotesi: «nell’estremo levante, fino al confine con la provincia di Massa e Carrara, è infatti attivo da tempi un locale di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia ROMEO-SIVIGLIA». Continue reading

Ancora Paolo Nucera: il pm Lari chiede 12 anni

Mercoledì 13 luglio si è tenuta la requisitoria del pm Lari, nello stralcio del procedimento “Maglio 3”, che vede come unico imputato Paolo Nucera, ritenuto promotore e organizzatore del sodalizio ‘ndranghetista (capo del locale di Lavagna).
Come noto, altri 10 soggetti sono già stati processati in rito abbreviato: tutti assolti, in primo e secondo grado, con due sentenze che hanno fatto discutere.
Il pm ha subito riconosciuto con realismo due problemi fondamentali: 1) il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare (che aveva colpito Nucera nel lontano 2011) sotto il profilo dei “gravi indizi di colpevolezza” (ritenuti insussistenti); 2) l’intervenuta assoluzione, già in appello, per i coimputati ( con la cd. “doppia conforme”) influisce necessariamente sulla valutazione dei giudici.
E’ anche vero, però, che Paolo Nucera è appena stato riarrestato: non si tratta di omonimia, al contrario egli è tuttora considerato dalla D.D.A. genovese il n. 1 del sodalizio mafioso operante in Lavagna, dedito al traffico illecito di rifiuti, alla gestione di attività commerciali e con forti legami con la politica. Continue reading

Beni confiscati, quali strategie di riutilizzo?

Nel 2015 è stata realizzata, con la collaborazione del Cantiere della Legalità Responsabile, la tesi di laurea in Architettura Magistrale di Jorge Mosquera e Linda Pierrozzi, con relatrice la Prof.ssa Raffaella Fagnoni: si tratta di un’analisi della Confisca Canfarotta da un punto di vista urbanistico-architettonico, che prova ad andare oltre quello giudiziario a cui siamo abituati.

Un’analisi che parte dalle caratteristiche degli immobili, dal tessuto sociale dei quartieri che li contengono e dal bisogno di spazi (e soprattutto di luoghi) che la città esprime, per arrivare a formulare delle strategie di recupero che siano il più trasparenti e democratiche possibili e che allo stesso tempo riescano a sfruttare il massimo potenziale che una vera riqualificazione dei beni Canfarotta può esprimere, cercando di inserire la vicenda locale nell’atlante delle svariate esperienze di recupero di spazi urbani di tutto il mondo. Continue reading

Occhio alle mafie: un anno dopo

L’anniversario della nascita dell’Osservatorio Boris Giuliano, il 18 giugno 2016, Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, Genova

‘ndrangheta: come funziona

La ‘ndrangheta è un’organizzazione con una struttura articolata e molto complessa, fondata in primis sul vincolo familiare: è proprio questo il punto di forza dell’onorata società, poiché il legame di sangue l’ha resa nel tempo impermeabile (soprattutto) ai pentimenti.

La cellula base è la ‘ndrina, formata da più persone imparentate fra loro: più ‘ndrine possono formare un locale, una struttura stanziata su un determinato territorio, comandata da un capolocale e che deve contare almeno 49 affiliati.

Al suo interno, il locale si divide in società maggiore e società minore: la prima include sette affiliati con almeno il titolo di Santa (un grado gerarchico particolare), e non deve dar conto delle proprie decisioni. La società minore, invece, è subordinata alla società maggiore – quest’ultima, inoltre, non è sempre presente: non è infatti detto che si riesca a costruire una società maggiore in ogni locale.

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