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Osservatorio Boris Giuliano

Nino Di Matteo all’Università di Genova


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Genova, 15 Novembre 2016

“Verità e giustizia sono i presupposti della democrazia” 

Nell’Aula Magna dell’Albergo dei Poveri dell’Università di Genova, Nino Di Matteo, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palermo e pubblico ministero del processo sulla “trattativa stato-mafia”, incontra una platea di studenti, per raccontare la sua esperienza di vita e la sua battaglia quotidiana contro il crimine organizzato di tipo mafioso. L’incontro è stato promosso dall’associazione studentesca Idee Giovani-Unige.

L’Osservatorio “Boris Giuliano” è presente e a breve sarà caricato il video integrale dell’intervento del dott. Di Matteo.

Il Cantiere per la Legalità Responsabile

 

logo_cantiere3-01Il Cantiere per la Legalità Responsabile è una rete di associazioni a  promozione sociale, cooperative ed esercenti. 

Questo gruppo  di associazioni e  privati decise di costituirsi  nel 2014 a seguito della conferma della confisca in via definitiva di 115 immobili appartenenti a una famiglia che operava nel centro storico genovese, la cosiddetta Confisca Canfarotta. Si trattò di una sentenza “storica”, considerata la consistenza degli immobili e la loro ubicazione. Il procedimento portò, nel 2009, al sequestro di 95 beni situati a Genova, ed altri 20  a Palermo e in provincia di Cuneo, oltre a conti correnti e titoli di credito (600 mila euro), quote societarie e veicoli di proprietà dei sig.ri Canfarotta Benito, Lo Re Filippa e Canfarotta Salvatore di origine palermitana, giunti a Genova nel 1970. 

Gran parte dei primi firmatari del Cantiere abita o esercita la propria attività commerciale o associativa nel sestiere della Maddalena, che non a caso è il quartiere con la più alta densità di immobili della Confisca Canfarotta (ed ospitante anche un bene di un altra confisca riconsegnato alla collettività, In Sciä Stradda). Tanti di questi soggetti si sono conosciuti e formati nelle tanti iniziative e percorsi culturali che hanno reso questa parte di città qualcosa di più che territorio dello spaccio, dell’usura e dello sfruttamento della prostituzione, spesso al centro della cronaca locale. Questo tipo di formazione ha portato alla consapevolezza che la strada da percorrere è quella di fare rete insieme, per poter più velocemente e più efficacemente percorrere il complicato iter che porta dalla confisca al riuso sociale dei beni confiscati

 

LE AZIONI DEL CANTIERE

Numerosi sono gli incontri di confronto e progetto che il Cantiere ha condotto con le istituzioni, che hanno contribuito a raggiungere risultati significativi (1)(2)

Parallelamente agli incontri con le istituzioni, il Cantiere ha portato avanti e promosso qualunque iniziativa che contribuisse a far conoscere la realtà dei beni confiscati a Genova. Tra le tante, possiamo ricordare il blitz pacifico di Questa non è una saracinesca, la prima pittura di 4 saracinesche durante la Fiera della Maddalena, e le seguenti (1)(2)

Il Cantiere ha anche collaborato ad una tesi di laurea in Architettura sulle strategia di recupero e progettazione sui beni confiscati genovesi

 

I PRINCIPI FONDAMENTALI

Il Cantiere si basa su alcuni principi fondamentali sintetizzati in precise parole chiave:

Rispetto: non solo delle persone, ma anche delle decisioni prese insieme e cura degli spazi collettivi

Responsabilità: delle proprie azioni e dei propri comportamenti di fronte agli altri

Collegialità: le decisioni vengono prese insieme in forme condivise e queste vanno rese operative

Trasparenza: tutto ciò che viene fatto deve essere il più possibile pubblico e chiaro

Legalità responsabile: rispetto e pratica di quelle leggi che contribuiscono alla costruzione di una società più giusta ed equa a partire dal territorio in cui di vive

Qui il documento fondativo. 

 

COME PARTECIPARE

Il Cantiere è una realtà aperta e in evoluzione. Non è certo confinata solo al sestiere della Maddalena, anzi, il suo sguardo ed i suoi obiettivi riguardano l’intera città. 

Chiunque si riconosca nei principi sopracitati può entrare a farne parte e unirsi  alle numerose associazioni che ne curano lo sviluppo.

I soci fondatori sono  A.Ma. – Associazione Abitanti della Maddalena, Arci, Caritas, Casa della Maddalena, Civ Maddalena, Cooperativa Il Laboratorio, Cooperativa Il Pane e le Rose – Comunità di San Benedetto al Porto, Cooperativa La Comunità, Libera – Presidio Francesca Morvillo Genova, Pas à pas – Associazione di Promozione Sociale, Teatro Altrove, Y.E.A.S.T.

Si sono successivamente aggiunti l’associazione A.D.eS.SO. (Antimafia, Diritti e Solidarietà SOciale), Il Cesto, Agisci Genova 5, l’Associazione Culturale Matrioske  ed il Gruppo di Lavoro Associazioni per la Maddalena GLAM

 

I contatti sono la mail cantierelegalitaresponsabile@gmail.com, e la pagina Facebook

Stampo Antimafioso e Osservatorio Boris Giuliano uniscono le forze

La Liguria è una terra di mafia.

Camorra, Cosa Nostra e ‘Ndrangheta si sono impadronite di porzioni rilevanti di territorio ligure: esercitando violenza, imponendo controllo, alterando gli equilibri socio-economici della regione, seminando paura. 

Se vogliamo comprendere le loro dinamiche, se vogliamo riconoscerli e combatterli, dobbiamo fare squadra anche noi.

Da oggi Genova e Milano sono più vicine: Stampo Antimafioso e l’Osservatorio Boris Giuliano uniscono le forze per mantenere alta l’attenzione.

Liguria terra di mafia

 

Maglio 3: Paolo Nucera non ha commesso il fatto

Tutto come previsto. Oppure no, colpo di scena. Il verdetto odierno del Tribunale di Genova può essere letto in modi diversi e sarà indispensabile attendere il deposito delle motivazioni per capirne il reale significato.
Restiamo al fatto: al termine di un lungo processo in rito ordinario – che ha visto, ad un certo punto, stralciata la posizione di Arcangelo Condidorio, dichiarato incapace di stare in giudizio – anche Paolo Nucera è stato assolto nell’ambito dell’inchiesta Maglio 3.
Anche, dal momento che i suoi presunti compari erano già stati assolti in primo grado, dal GUP Carpanini, sentenza confermata in Appello . Continue reading

Il Morso sulla Laterna

Genova, 18 settembre 2016
Capitolo I – Prima Pagina

Scorrendo le pagine dei giornali, in una mattina qualsiasi, le notizie si susseguono come al solito nella loro sostanziale monotonia. Tuttavia, in una giornata di fine estate, più che di inizio autunno, c’è una notizia in particolare che attira l’attenzione dei lettori genovesi; è lì, in prima pagina, sotto gli occhi di tutti: quella mattina la città si è risvegliata con un omicidio.
Nemmeno 24 ore prima, nel tardo pomeriggio di sabato 17 settembre, due uomini, Enzo e Guido, padre e figlio, decidono di recarsi in via San Giacomo, nel quartiere di Molassana. Vanno a trovare Christian, Davide e Marco. Ma la visita non sarà di cortesia.

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I Conti di Lavagna in pillole

Infografica —>  I Conti di Lavagna in pillole

Articolo completo —> I Conti di Lavagna-Condofuri

 

Beni confiscati, eppur si muovono

I beni confiscati, finalmente, hanno iniziato a muoversi, e questa volta per davvero. Dopo tante parole, buoni propositi, interrogazioni comunali e molto altro, da oggi si è entrati nel vivo del processo di riassegnazione dei beni, e per i 115 immobili della confisca Canfarotta (la più grande alla criminalità organizzata del nord Iitalia) forse si intravede un futuro.

Nella mattina del 13 settembre, così come riportato da ANSA e Repubblica, si è svolta in Prefettura, davanti al prefetto Fiamma Spena, una riunione del Nucleo di supporto dell’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata per avviare i progetti di recupero e assegnazione dei beni. Continue reading

Ecomafie – Dizionario di mafia e antimafia

ecomafia, rifiuti bruciati
Ecomafie: quando un’organizzazione criminale di stampo mafioso conduce attività illecite che recano danno all’ambiente (tipicamente il lucroso smaltimento illecito dei rifiuti) viene definita ecomafia. Il termine ecomafia è stato coniato dalle associazioni ambientaliste impegnate suo territori nel contrasto a questo genere di fenomeni.
Solo nel 2015 il nostro Paese si è dotato di strumenti penali specifici per contrastare gli ecoreati. Questa riforma del codice penale oggi permette più agevolmente di perseguire le organizzazioni mafiose.

Intervista a Giancarlo Caselli – Mafie al Nord

Intervista al Dottor Giancarlo Caselli, già Procuratore Capo di Palermo e Torino, al V appuntamento Nazionale dei Giovani di Libera: mafie al Nord e radicamento del crimine organizzato.

La ‘ndrangheta in Liguria – mappatura delle cosche

LA SPEZIA
La provincia della Spezia potrebbe sembrare una provincia “babba”: a prima vista pochi episodi violenti, poche inchieste, pochissime condanne. Ma da anni fonti istituzionali raccontano della presenza di un gruppo criminale calabrese collegato al clan ALVARO di Sinopoli (RC) e delle famiglie DE MASI e ROSMINI. Nel 2000 la DIA scrive che «è stata evidenziata l’attività di elementi legati alla cosca IAMONTE» e un paio di anni dopo dichiara che a Sarzana si è stabilita da tempo la famiglia ROMEO, originaria di Roghudi (RC), «dove svolge attività edilizia e di floricoltura». Anche la Direzione Nazionale Antimafia conferma questa ipotesi: «nell’estremo levante, fino al confine con la provincia di Massa e Carrara, è infatti attivo da tempi un locale di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia ROMEO-SIVIGLIA». Continue reading

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