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Osservatorio Boris Giuliano

Ecomafie – Dizionario di mafia e antimafia

ecomafia
Ecomafie: quando un’organizzazione criminale di stampo mafioso conduce attività illecite che recano danno all’ambiente (tipicamente il lucroso smaltimento illecito dei rifiuti) viene definita ecomafia. Il termine ecomafia è stato coniato dalle associazioni ambientaliste impegnate suo territori nel contrasto a questo genere di fenomeni.
Solo nel 2015 il nostro Paese si è dotato di strumenti penali specifici per contrastare gli ecoreati. Questa riforma del codice penale oggi permette più agevolmente di perseguire le organizzazioni mafiose.

Intervista a Giancarlo Caselli – Mafie al Nord

Intervista al Dottor Giancarlo Caselli, già Procuratore Capo di Palermo e Torino, al V appuntamento Nazionale dei Giovani di Libera: mafie al Nord e radicamento del crimine organizzato.

Ancora Paolo Nucera: il pm Lari chiede 12 anni

Mercoledì 13 luglio si è tenuta la requisitoria del pm Lari, nello stralcio del procedimento “Maglio 3”, che vede come unico imputato Paolo Nucera, ritenuto promotore e organizzatore del sodalizio ‘ndranghetista (capo del locale di Lavagna).
Come noto, altri 10 soggetti sono già stati processati in rito abbreviato: tutti assolti, in primo e secondo grado, con due sentenze che hanno fatto discutere.
Il pm ha subito riconosciuto con realismo due problemi fondamentali: 1) il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare (che aveva colpito Nucera nel lontano 2011) sotto il profilo dei “gravi indizi di colpevolezza” (ritenuti insussistenti); 2) l’intervenuta assoluzione, già in appello, per i coimputati ( con la cd. “doppia conforme”) influisce necessariamente sulla valutazione dei giudici.
E’ anche vero, però, che Paolo Nucera è appena stato riarrestato: non si tratta di omonimia, al contrario egli è tuttora considerato dalla D.D.A. genovese il n. 1 del sodalizio mafioso operante in Lavagna, dedito al traffico illecito di rifiuti, alla gestione di attività commerciali e con forti legami con la politica. Continue reading

Beni confiscati, quali strategie di riutilizzo?

Nel 2015 è stata realizzata, con la collaborazione del Cantiere della Legalità Responsabile, la tesi di laurea in Architettura Magistrale di Jorge Mosquera e Linda Pierrozzi, con relatrice la Prof.ssa Raffaella Fagnoni: si tratta di un’analisi della Confisca Canfarotta da un punto di vista urbanistico-architettonico, che prova ad andare oltre quello giudiziario a cui siamo abituati.

Un’analisi che parte dalle caratteristiche degli immobili, dal tessuto sociale dei quartieri che li contengono e dal bisogno di spazi (e soprattutto di luoghi) che la città esprime, per arrivare a formulare delle strategie di recupero che siano il più trasparenti e democratiche possibili e che allo stesso tempo riescano a sfruttare il massimo potenziale che una vera riqualificazione dei beni Canfarotta può esprimere, cercando di inserire la vicenda locale nell’atlante delle svariate esperienze di recupero di spazi urbani di tutto il mondo.

L’assunto di base è sempre lo stesso, ribadito anche fisicamente e a più riprese sulle saracinesche dei beni stessi: un bene confiscato è una risorsa per la comunità.

Le strategie studiate, oltre che spunti e visioni di progetto, vogliono offrire un canovaccio operativo assolutamente concreto: una fase di riutilizzo temporaneo di alcuni beni e la creazione successiva di una piattaforma digitale che incroci la domanda di spazi, gli investitori e le idee di riutilizzo elaborate a partire dall’analisi dei bisogni del quartiere. Tutto questo unito ad un gestione progettuale del patrimonio immobiliare che è trattato al tempo stesso come un’unica unità inscindibile, simbolo della riscossa antimafiosa della comunità, come diverse fasce tipologiche di immobili, che quindi avranno bisogno di differenti approcci e destinazioni d’uso, ed anche come fasce di immobili differenziate a seconda della facilità ed economicità di riutilizzo nel breve periodo. Sono stati individuati infatti alcuni immobili che possono essere riutilizzati, eventualmente anche temporaneamente, in tempi brevi e con una spesa abbastanza sostenuta: la loro apertura, nella visione portata avanti nella tesi, potrà rappresentare il volano economico e comunicativo alla base del recupero dell’intero pacchetto di beni.

Dagli ultimi sviluppi di luglio 2016 sembra che quest’ultima strategia, volontariamente o no, sia stata in parte seguita.

1. Progetto GOA Cares

2. Genova e il waterfront – Indagine sulla pianificazione urbanisti carecente del centro storico

3. Manifesto della confisca – Numeri di un patrimonio in disuso

4. Gestione dei beni confiscati – Analisi dei processi e dei punti risolutivi

5. Piattaforma per il riuso dei beni confiscati e comuni – Articolazione e sviluppo

6. Requisiti – Analisi degli spazi in disuso nel quartiere della Maddalena

7. Strategie – Proposte di riuso temporaneo di spazi confiscati

 

Occhio alle mafie: un anno dopo

L’anniversario della nascita dell’Osservatorio Boris Giuliano, il 18 giugno 2016, Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, Genova

Il caso Tirreno Power

Comuni di Quiliano e Vado Ligure, provincia di Savona: in questo ambito territoriale, da oltre 45 anni, campeggiano imponenti due alte ciminiere, visibili da molti chilometri di distanza, le prime ad accogliere i vacanzieri, provenienti dal Piemonte, e ad augurare il “bentornato” ai residenti, che fanno ritorno a casa. Due grosse torri, a bande bianche e rosse: sono il simbolo della centrale termoelettrica a carbone, di proprietà per metà della società Tirreno Power, che nel 2003 la acquistò dall’Enel, e per metà della francese Gaz de France-Suez; si tratta di due imponenti unità a carbone da 330 megawatt di potenza ciascuno, a cui se ne affianca una terza, da 760 megawatt, funzionante a metano. Continue reading

I Conti di Lavagna-Condofuri

E’ una storia complessa, quella della ‘ndrangheta in Liguria. Una storia legata da un filo rosso che, a partire dalle pendici dell’Aspromonte, si dipana in molteplici direzioni, spesso attorcigliandosi sulla città di Lavagna (GE). Una storia che si riempie di un nuovo, interessante, capitolo.
Lavagna era già stata interessata dal procedimento Maglio 3, con l’ultimo imputato (in rito ordinario), Paolo Nucera, ancora in attesa di un verdetto. Da Lavagna la D.D.A. è ripartita, per tentare di riscrivere la storia di questo Comune e, più in generale, del radicamento mafioso nella nostra Regione.
“La mafia uccide solo d’estate”, era un modo di dire diffuso, prima di diventare il titolo di un bel film di Pif. Verrebbe da dire, però, che anche “l’antimafia colpisce d’estate”: ancora una volta, i mesi di giugno e luglio si rivelano particolarmente caldi per la nostra terra. Continue reading

Ndrangheta e rifiuti, arresti a Lavagna – Intervista al pm Lari (RepTv)

 

 

Occhio alle mafie: un anno dopo

Sabato 18 giugno, alle ore 17.45, a Palazzo Tursi (Salone di Rappresentanza) festeggeremo il nostro primo compleanno. 12 mesi esatti sono passati, da quando abbiamo lanciato l’Osservatorio sulle Mafie in Liguria (www.mafieinliguria.it) a Palazzo Ducale, in un Salone del Minor Consiglio gremito, alla presenza del presidente onorario di Libera, il prof. Nando dalla Chiesa. Allora, c’era un clima di rivincita, un grande sostegno della cittadinanza, un’attenzione fortissima sul tema delle mafie: erano appena uscite le motivazioni della sentenza La Svolta, che aveva per la prima volta accertato il radicamento della ‘ndrangheta nel ponente ligure, in due distinti locali, a Bordighera e Ventimiglia. Attendevamo inoltre, con trepidazione e cauto ottimismo, l’Appello del Processo Maglio 3, che pensavamo potesse avere un diverso epilogo, alla luce della sentenza della Cassazione “Albachiara”, emessa proprio nell’estate del 2015. Continue reading

Maddalena: un presidio per far rivivere il quartiere (RepTv)

Un centinaio di persone hanno ‘occupato’ pacificamente per tutto il pomeriggio di sabato 2 apile il crocicchio tra via della Maddalena e vico Rosa, davanti all’Asilo nido municipale. L’iniziativa è stata ideata dal GLAM (Gruppo Lavoro Associazioni Maddalena), rete di abitanti, commercianti del CIV e associazioni attive nel Sestiere. Continue reading

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