Il night Morgana e l’ombra della malavita organizzata

Diciotto rinviati a giudizio per sfruttamento della prostituzione, estorsione e altri gravi reati: questo il bilancio parziale del procedimento scattato ormai nella primavera di tre anni fa, con la chiusura del night club spezzino Morgana, in via Privata Coeli. L’operazione, coordinata dalla Squadra Mobile della Spezia, ha portato sul banco degli imputati, tra gli altri, più di un cittadino sarzanese: Carmelo Romeo, Santoro Romeo, Salvatore Iemma. Coinvolto anche Biagio Tramonte, originario di Rosarno e già indicato dalla DDA di Reggio Calabria quale uomo di punta di un’influente società di ‘ndrangheta. Tra le vicende sotto la lente degli investigatori, il giro di prostituzione e stupefacenti attecchito intorno al Morgana (locale apparentemente gettonatissimo in città), ma anche episodi estorsivi di particolare gravità messi in atto da alcuni degli imputati. Il GUP Mario De Bellis ha accolto l’impianto accusatorio proposto dal PM Tiziana Lottini – che segue l’inchiesta fin dal principio – e ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 16 luglio. Uno squarcio preoccupante sulla realtà criminale della provincia spezzina: se anche il dibattimento confermerà le conclusioni dell’accusa, il quadro di un territorio fortemente esposto alle trame criminali riceverà l’ennesimo elemento di sostegno (tanto più, in un contesto ligure dove si fa sempre più pesante, tra sequestri antimafia e nuove indagini, l’ombra della colonizzazione ‘ndranghetista). Libera rinnova una...

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