Mese: agosto 2015

Cassazione Albachiara: c’è la ‘ndrangheta in basso Piemonte

Cass., Sez. V, 3 marzo 2015, depositata il 21 luglio 2015 Presidente Grazia Lapalorcia; Cons. Estensore Paolo Antonio Bruno A fine luglio sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha chiuso il processo “Albachiara”, particolarmente interessanti per due ragioni: in primis, perché si tratta di condanne definitive per associazione mafiosa nei confronti di soggetti che erano soliti frequentare la Liguria (tant’è che l’indagine nacque proprio nell’ambito di Maglio 3, prima di passare per ragioni di competenza ai giudici piemontesi); in secundis, perché si è riconosciuta la sussistenza del reato associativo nei confronti di una cellula che non aveva...

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Antonio Fameli: il riciclaggio, l’arresto, l’incendio alla villa confiscata di Loano

Il 21 maggio 2015 i carabinieri del Nucleo Operativo Provinciale di Savona concludevano l’operazione «Il ritorno», con un bilancio complessivo di dieci indagati e due persone arrestate. Tale inchiesta affonda le sue radici nell’estate del 2004, con il monitoraggio da parte del Nucleo Investigativo di alcuni imprenditori della provincia savonese accusati di gravitare attorno ad un giro di usurai. Le indagini avevano appunto permesso l’arresto di Carmelo Gullace e Giuseppe Cammisa, altri personaggi legati alla criminalità organizzata. Questa volta invece ai domiciliari sono finiti Antonio Fameli, di 77 anni, pluripregiudicato originario di S. Ferdinando (paese adiacente al Porto di Gioia Tauro) e Fabio Domenicale, di 46, entrambi residenti a Loano e destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Filippo Maffeo, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Savona Ubaldo Pelosi. Precedenti ricerche avevano collegato Fameli alla cosca di `ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro: la D.I.A. ligure l’ha scritto esplicitamente, sin dal lontano 2002. V’è più di un sospetto che Egli sia stato, per anni, la testa di ponte dei Piromalli al Nord, con compiti molto precisi: investire nell’economia legale i massicci proventi dell’economia criminale. Si tratta di uomo, peraltro, che può vantare una condanna in primo e secondo grado per omicidio, poi annullata dalla Cassazione per vizi formali, da un Collegio in cui figurava il noto giudice Corrado Carnevale (l’ammazzasentenze, processato e infine assolto, con una sentenza molto discutibile, per concorso...

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Mafia, droga e Côte d’Azur: gli affari della ‘ndrangheta tra Sanremo e Vallauris

Le rotte della droga, per usare un topos stanco e un po’ ritrito, portano (anche) in Liguria. E vengono da lontano. Arrivano dal Marocco i 45 kg di hashish trasferiti con nonchalanche dal grossista al compratore all’aeroporto di Genova; e addirittura da Martinica, Antille Francesi, era partito uno yacht carico di 86 kg di cocaina, degno dei migliori film d’azione, destinato nelle intenzioni a rifornire i mercati italiano e francese. Il tutto sotto la regia di un patto criminale potente e strutturato che estendeva i suoi tentacoli nella nostra regione e nel sud della Francia, mantenendo al tempo stesso legami ben stretti con la Calabria. È quanto abbiamo scoperto il 15 giugno, con l’emissione da parte del sostituto della DDA di Genova Alberto Lari del decreto di fermo a danno di sette persone tra Sanremo e la Costa Azzurra. Mafieinliguria.it vi racconta, in questo approfondimento, i dettagli di questa importante operazione, direttamente dagli atti giudiziari. 14 aprile, aeroporto ‘C. Colombo’ di Genova: la cessione di 45 kg di hashish a Carmelo Sgrò e Francesco Nardelli Sono da poco trascorse le 8 dello scorso 14 aprile quando una Volkswagen Golf muove da Vallauris, piccolo borgo compreso tra Antibes e Cannes. A bordo c’è Rocco Magnoli, 61 anni, membro del clan Magnoli di Rosarno, affiliato alla ‘ndrina Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Con il fratello Antonio, detto ‘Bubu’, e il cugino Marcello...

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L’osservatorio Boris Giuliano

L’Osservatorio giuridico nasce dall’idea di un gruppo di studenti, laureati e laureandi in Giurisprudenza e non solo, membri del presidio di Libera ”Francesca Morvillo”. Con il sostegno del coordinamento regionale di Libera Liguria, abbiamo inteso promuovere una seria informazione sui fatti di mafia che riguardano il nostro territorio.

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