Anno: 2017

III Capitolo: “Non è un paese per bande di balordi”

La ricostruzione dei fatti avanzata dai giudici, sembra non lasciare spazio a interpretazioni: a fine aprile 2007 tre persone, attraverso minacce e intimidazioni, avevano costretto il titolare della ditta, Mauro Costa, a consegnare loro 3.000 euro come acconto di un’ulteriore somma che prima veniva quantificata in 35.000 euro e successivamente in 80.000 euro da versare mensilmente. Protagonisti del fatto sono Daniele Faenza, classe 1985, nipote di Antonio Romeo (indicato nell’inchiesta “Maglio 3” come vertice del locale di ‘ndrangheta di Sarzana[1]), Leone Stelitano, classe 1986, e Giuliano Romeo, cugino di Antonio Romeo. Ciò che offrono i tre non sembrerebbe discostarsi...

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II Capitolo: “Una serie di sfortunati eventi: il caso della ditta Costa”

La ditta Costa, attiva dal 1997, già in quell’anno è vittima di un attentato. Nove anni dopo, nel settembre 2006, poco dopo l’orario di chiusura, ignoti si introducono nel piazzale dell’azienda, prendono possesso di una gru – c.d. “ragno” – utilizzata per compattare i rifiuti ferrosi e con essa distruggono le cabine di alcuni camion posteggiati nel piazzale, per concludere dando fuoco alla gru e a un autocarro. Sui giornali locali i proprietari riferiscono di non aver mai ricevuto minacce, mentre, secondo le ricostruzioni della cronaca, gli inquirenti sembrano propendere verso la pista della concorrenza: il colpevole è qualcuno...

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I Capitolo: “Il business dei rifiuti tra corruzione e criminalità organizzata”

Dopo le inquietanti vicende di Lavagna, dove sembra manifestarsi la presenza della ‘ndrangheta[1], un’altra inchiesta che riguarda il business dei rifiuti scuote il Levante ligure. Questa volta è nel Comune di Chiavari che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero state adottate delle procedure illecite, volte a favorire l’aggiudicazione di alcuni appalti alla ditta Costa Mauro, insieme alla cooperativa spezzina Maris[2]. Cene e gite in barca sarebbero state il prezzo da pagare per aggiudicarsi gli affidamenti di lavori. Per Mauro Costa, fondatore dell’omonima ditta, non è il primo appuntamento con la giustizia. Già nel 2009 è stato condannato per corruzione:...

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Confisca Canfarotta: bando a dicembre?

Novità sul fronte dei beni confiscati della Confisca Canfarotta.    Il Comune di Genova il 14 febbraio 2017 con una delibera di Consiglio ha risposto alla manifestazione di interesse dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati relativa alla Confisca Canfarotta, richiedendo il passaggio di gestione dall’Agenzia al Comune.  Dopo molti mesi (a quanto pare ai primi di ottobre), l’Agenzia ha risposto favorevolmente, ed adesso gli 11 beni richiesti sono gestiti dal Comune, che ha disposizione diversi strumenti per procedere con la riassegnazione. Già in  campagna elettorale (1)(2) per le amministrative dell’11 giugno il tema dei beni è stato in parte...

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Le motivazioni della condanna di Antonio Rodà

Il 30 ottobre scorso sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui è stato condannato, per associazione mafiosa, il primo dei protagonisti dell’inchiesta “Conti di Lavagna”. Si tratta di Antonio Rodà, la cui posizione processuale era stata stralciata a seguito della richiesta di rito abbreviato, formulata in udienza preliminare (a differenza degli altri 23 imputati, per il quali il dibattimento è appena cominciato). L’indagine, iniziata nell’autunno del 2013, concerne, come noto, l’ipotizzato insediamento nel territorio del piccolo Comune di Lavagna di un locale della ‘ndrangheta calabrese, collegata alla ‘ndrina Rodà-Casile di Condofuri (RC). Il presunto locale di Lavagna era...

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L’osservatorio Boris Giuliano

L’Osservatorio giuridico nasce dall’idea di un gruppo di studenti, laureati e laureandi in Giurisprudenza e non solo, membri del presidio di Libera ”Francesca Morvillo”. Con il sostegno del coordinamento regionale di Libera Liguria, abbiamo inteso promuovere una seria informazione sui fatti di mafia che riguardano il nostro territorio.

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