Mese: gennaio 2017

Operazione “Alchemia”

Con l’ordinanza dello scorso luglio, il Gip di Reggio Calabria ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere per 416bis nei confronti, fra gli altri, di soggetti storicamente attivi nel nostro territorio. A ‘Nino’ ed Elio Gullace, la moglie di Nino, Giulia Fazzari, Fabrizio Accame, Antonino Raso e Antonio Fameli è contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, “per aver fatto parte […] dell’associazione di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta, operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria […] ma con propaggini anche in Liguria, Piemonte e nel Lazio, avvalendosi della forza di intimidazione che scaturivano dal vincolo associativo e dalle conseguenti condizioni di assoggettamento e omertà che si creavano nel citato territorio”. In particolare, Carmelo Gullace detto ‘Nino’, nato a Cittanova (RC) ma residente in Liguria dagli anni ’80 e già in più occasioni oggetto delle attenzioni di forze dell’ordine e magistratura, sarebbe “il referente dell’organizzazione ‘ndranghetistica di appartenenza [la cosca Raso-Gullace-Albanese] in Liguria e Piemonte”.  A Giulia Fazzari, sua moglie, al fratello Elio, nonchè ad Accame, Raso e Fameli vengono contestate varie condotte di supporto all’attività della cosca (intestazioni fittizie, riciclaggio, mediazione); tutti vengono definiti “partecipi” al sodalizio criminale, ciò che giustificherebbe l’imputazione di 416bis. Agli stessi soggetti sono poi contestati alcuni reati minori, propedeutici all’attività della cosca: Giulia e Rita Fazzari, Antonio Pronestì, Fabrizio Accame e Antonio Fameli sono accusati di essersi fittiziamente intestati varie attività imprenditoriali in realtà riferibili a Nino Gullace, che...

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Il Quarto Piano

La legge 109/1996, stabilendo il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, ha compiuto un passo molto significativo nella lotta alle mafie: le difficoltà, tuttavia, non mancano. Il rischio è che la formale restituzione di questi beni alla collettività tardi a divenire sostanziale, e che i beni, nel passare dalle mani dei mafiosi a quelle dello Stato, cadano nell’abbandono. Ma per fortuna ci sono, in tutta Italia, tante storie di beni confiscati a lieto fine: una di queste ha luogo nella nostra regione, nel centro storico di Sarzana (SP), e più precisamente il quarto piano di via Landinelli 42. Qui si trova un appartamento confiscato all’imprenditore e criminale locale Gabriele Venturi, sequestrato il 15/06/2010 e confiscato in via definitiva il 24/11/2011.  A questo punto, per L’égalité– associazione di educazione alla legalità, comincia la sfida: quel bene non deve cadere nel dimenticatoio. Comincia una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza e, contemporaneamente, di sollecitazione delle istituzioni: Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) e Comune di Sarzana. Dopodiché arriva la parte forse più impegnativa: la redazione del progetto con cui rispondere al bando pubblico per la riassegnazione. Che è forse anche la parte più stimolante, perché il traguardo è ormai a portata di mano. Un lavoro, questo, realizzato con entusiasmo, ma anche con accuratezza e precisione. Infine, dopo l’apertura del bando a febbraio 2015, il progetto viene presentato e, nel...

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Stampo Antimafioso

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L’osservatorio Boris Giuliano

L’Osservatorio giuridico nasce dall’idea di un gruppo di studenti, laureati e laureandi in Giurisprudenza e non solo, membri del presidio di Libera ”Francesca Morvillo”. Con il sostegno del coordinamento regionale di Libera Liguria, abbiamo inteso promuovere una seria informazione sui fatti di mafia che riguardano il nostro territorio.

Osservatorio Boris Giuliano

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