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Mafie e corruzione in Liguria – conclusioni

Conclusioni e domande del convegno “Mafie e corruzione in Liguria” svoltosi in occasione della XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo 2017 a Genova. Intervengono tra gli altri Luca Traversa, Michele Di Lecce ed il Colonnello Sandro...

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I fratelli Fotia

Lunedì 9 marzo 2015 gli uomini della D.I.A. e della polizia di Savona hanno eseguito un sequestro preventivo di beni aziendali per un valore di 10 milioni di euro a carico dei fratelli Pietro, Francesco e Donato Fotia. Il 19 marzo, ancora, Francesco Fotia è stato arrestato per tentata estorsione aggravata nei confronti di un cuoco savonese. Questo cognome compare nella relazione della D.N.A. dal 2008: Sebastiano, il capostipite, dal 1991 al 1998 sconta una condanna per traffico di droga e armi. In questi anni il figlio maggiore Pietro prende le redini della Scavo-ter, l’azienda di famiglia di movimento terra. La Scavo-ter sul territorio è un soggetto economico capace di aggiudicarsi numerosi appalti pubblici, grazie a sponsorizzazioni sportive e rapporti con la politica locale, come ammesso dallo stesso Pietro nel processo “Dumper” (nel quale è stato condannato a 2 anni e 2 mesi in primo grado). Quando nel 2012 la società viene colpita da un’interdittiva antimafia, i Fotia ricevono solidarietà da più parti ed i dipendenti scendono in piazza, preoccupati per la possibile perdita del posto di lavoro (esattamente come è accaduto, di recente, dopo i sequestri che hanno colpito l’azienda). Al fine di annullare gli effetti di quell’interdittiva, i tre fratelli hanno assorbito di fatto la Scavo-Ter in due nuove società: la Pdf e la Seleni, intestate progressivamente a due prestanome (Giuseppe Criaco e Remo Casanova). Se l’accusa...

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Operazione Real Time

Carmelo Gullace, 64 anni, viene arrestato venerdì 6 marzo 2015 nella sua casa di Toirano (via Alla Costa 17), nell’ambito di un’inchiesta che non concerne espressamente il crimine mafioso, benché Egli sia ritenuto dagli inquirenti ai vertici della cosca “Raso-Gullace-Albanese”. “Nino”, “Ninetto”, Gullace è stato ufficialmente un operaio di cava, ma secondo numerose relazione della D.I.A., sarebbe il referente della ‘ndrangheta per l’intero Nord-ovest italiano, a capo di un’organizzazione dedita al traffico di droga e rifiuti. Il nome di Gullace compare inoltre nell’inchiesta lombarda che ha portato all’arresto dell’Ex Assessore alla Casa, Giunta Formigoni, Domenico Zambetti. Durante la sua lunga militanza, è stato più volte oggetto dell’attenzione degli inquirenti, in relazione a fatti particolarmente gravi quali sequestro di persona e omicidio ed ha subito altresì misure di prevenzione patrimoniale. In particolare, è stato arrestato nel 1980 per due omicidi nella faida con i Facchineri, a Cittanova; venne scagionato dalla testimonianza di un notaio “prezzolato”, un professionista messogli a disposizione da Antonio Fameli, che gli fornì un alibi fittizio. Venne inoltre accusato di aver partecipato al rapimento di Marco Gatta, nipote del fondatore della Lancia, nel 1979. Gimmi Miano raccolse la testimonianza di Gullace in carcere, ma la registrazione dei loro colloqui non fu ammessa in tribunale. Più di recente, a delineare il suo profilo criminale con maggiore nitidezza, per quanto concerne il ruolo rivestito nella ‘ndrangheta, ha concorso l’arresto del suo...

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L’osservatorio Boris Giuliano

L’Osservatorio giuridico nasce dall’idea di un gruppo di studenti, laureati e laureandi in Giurisprudenza e non solo, membri del presidio di Libera ”Francesca Morvillo”. Con il sostegno del coordinamento regionale di Libera Liguria, abbiamo inteso promuovere una seria informazione sui fatti di mafia che riguardano il nostro territorio.

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