Condividi questo contenuto

La ditta Costa, attiva dal 1997, già in quell’anno è vittima di un attentato. Nove anni dopo, nel settembre 2006, poco dopo l’orario di chiusura, ignoti si introducono nel piazzale dell’azienda, prendono possesso di una gru – c.d. “ragno” – utilizzata per compattare i rifiuti ferrosi e con essa distruggono le cabine di alcuni camion posteggiati nel piazzale, per concludere dando fuoco alla gru e a un autocarro. Sui giornali locali i proprietari riferiscono di non aver mai ricevuto minacce, mentre, secondo le ricostruzioni della cronaca, gli inquirenti sembrano propendere verso la pista della concorrenza: il colpevole è qualcuno che voleva togliere di mezzo un rivale nel business dei rifiuti. Pensando ai concorrenti più vicini, il pensiero potrebbe andare alla ditta dei fratelli Nucera di Lavagna, coinvolta nell’inchiesta “I conti di Lavagna”[1]. In effetti il nome di Mauro Costa compare nell’ordinanza di custodia cautelare, citato dall’ex sindaco di Lavagna Sanguineti. Quest’ultimo, intercettato, mette in luce la forza della famiglia Nucera, la quale, secondo il politico, aveva “sventrato” tutti i capannoni della ditta Costa senza che questi sporgesse denuncia: «Perché poi vi racconto anche… va beh lascia perdere! Quello di Costa, quando gli hanno sventrato tutti i capannoni, che non ha manco fatto la denuncia! Si è tenuto il danno […] e con questo sappiamo con chi abbiamo a che fare, che poi non è cambiato nei secoli!»[2]. E ancora: «La rumenta è in mano ai i calabresi. Ci vorrebbe una cooperativa onesta. Ma poi ti fanno saltare in aria, come Mauro Costa»[3]. Nei documenti, occorre ricordarlo, non vi è traccia di un collegamento tra i due fatti. Quel che si sa, per ammissione dello stesso Mauro, è che la ditta Costa e i Nucera collaborano proprio dal 2006.

La ditta Costa anche negli anni successivi sarà palcoscenico di strani avvenimenti. Nella notte di domenica 4 ottobre 2015 un incendio divampa in un capannone dell’azienda dove erano stoccate lattine, per poi raggiungere la parte riservata alla plastica[4]. Forte disagio per la popolazione e preoccupazione, ma il proprietario rassicura: si tratta di autocombustione[5]. Un altro episodio, nuovamente di domenica, a impianti chiusi, accade nell’estate 2016, poche settimane dopo l’arresto dei Nucera: il 31 luglio, in pieno pomeriggio, divampa un incendio che devasta un capannone dove viene prodotto combustibile[6]. Anche nel luglio 2017 un incendio colpisce la ditta[7], che il giorno seguente uscirà pubblicamente con una nota: «ad un anno esatto dal precedente, in un giorno festivo come il precedente, proprio nel momento del cambio turno, alla vigilia di una gara per noi molto importante, la nostra azienda ha subito un tentativo di incendio che, tutte queste coincidenze e altre tracce individuate dagli inquirenti inducono a pensare sia di origine dolosa»[8]. L’accusa dei proprietari sembra non lasciare spazio a interpretazioni: «quello che stava per colpirci è un sistema opaco, che agisce sul nostro territorio come risulta evidente dai ripetuti episodi che hanno riguardato impianti in zone limitrofe»[9]. Tra le tante intimidazioni ricevute, solo in un caso – che racconteremo nel prossimo capitolo – si è riusciti a dare un nome e un volto ai colpevoli. Era il 2007. Il Secolo XIX, ricordando quell’episodio, ha definito i colpevoli una «banda di balordi»[10]. Davvero erano semplici «banditi»[11]?

[1] http://mafieinliguria.it/i-conti-di-lavagna/

[2] Tribunale di Genova, ordinanza di applicazione di misura cautelare del 17/06/2016, n. N. 12506 /13 R.G.P.M., contro Nucera Paolo e altri, p. 92. 

[3] Ibidem.

[4] http://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/terrore-ad-albiano-brucia-la-costa-1.1367190

[5] http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2015/10/04/news/allarme-ad-albiano-magra-per-un-incendio-alla-ditta-di-trattamento-rifiuti-1.12205699

[6] http://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/incendio-costa-rifiuti-1.2391844

[7] http://www.ansa.it/toscana/notizie/2017/07/30/rogo-in-ditta-rifiuti-stop-uso-verdura_2e861217-7ae3-456f-bdea-18037e9cc4d0.html

[8] http://www.cittadellaspezia.com/Lunigiana/Attualita/Incendio-Costa-l-azienda-Colpiti-da-239393.aspx

[9] Ibidem.

[10] Il Secolo XIX, 19 ottobre 2017, pag. 30.

[11] Ibidem.