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Martedì 21 gennaio la Corte di Cassazione ha messo – quasi – la parola fine al processo “La Svolta”  sancendo, dopo cinque gradi di giudizio, la definitività delle condanne per associazione mafiosa anche nei confronti dei fratelli Pellegrino (Maurizio, a dieci anni; Giovanni, a dieci anni e sei mesi; Roberto, a otto anni e quattro mesi di reclusione) e Antonino Barilaro (a sette anni di reclusione), ritenuti responsabili di far parte di quella ramificazione territoriale della ‘ndrangheta, denominata locale, radicata a Bordighera.

Dovrà invece celebrarsi un nuovo processo d’appello, il terzo, nei confronti di Cosentino Giuseppe, unico imputato del locale di Ventimiglia ancora in attesa, quindi, di un giudizio definitivo.

La Cassazione è tornata a pronunciarsi dopo che, il 14 settembre 2017, nel confermare le condanne emesse nei confronti degli imputati di Ventimiglia, aveva invece contestualmente annullato le assoluzioni pronunciate dalla Corte d’Appello di Genova nei confronti dei bordighotti. 

Si chiude, così, dopo sei anni, nel modo in cui era cominciata, nel lontano 7 ottobre 2014, con la storica pronuncia del Tribunale di Imperia che per la prima volta nella storia giudiziaria della nostra Regione aveva accertato la presenza della ‘ndrangheta nel ponente ligure, nei due locali di Bordighera e Ventimiglia.

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