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Osservatorio Boris Giuliano

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Conti di Lavagna (bis): nuovi arresti e misure di prevenzione

All’alba di questa mattina, 15 marzo 2015, la Squadra Mobile di Genova ha eseguito una nuova operazione, che costituisce il naturale completamento dell’inchiesta “I Conti di Lavagna“. Lo scorso giugno, erano state tratte in arresto otto persone, tra cui l’allora sindaco della città del Tigullio Pino Sanguineti, ed eseguite misure cautelari a carico di altre tre persone. Gli ulteriori accertamenti sulle proiezioni e gli interessi economici della ‘ndrina Rodà-Casile – come specificato dal Procuratore della Repubblica Francesco Cozzi e dal sostituto Albero Lari – hanno rivelato l’esercizio continuativo di attività di usura e di credito abusivo, con successivo reinvestimento dei profitti illeciti in attività immobiliari e nel settore delle videolottery. Continue reading

Confisca Canfarotta, tutto quello che c’è da sapere sugli 11 beni acquisiti dal Comune

Il 14 febbraio scorso, il Consiglio comunale di Genova ha approvato la delibera, proposta dalla Giunta, per l’acquisizione a titolo gratuito di un primo lotto di  immobili confiscati nell’ambito della cd. confisca Canfarotta, divenuta definitiva con sentenza della Suprema Corte di Cassazione il 26 febbraio 2014.

Grazie  a questo atto formale, il Comune può ora rispondere favorevolmente alla richiesta di manifestazione d’interesse ad acquisire parte dei 96 immobili confiscati avanzata dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Come avevamo scritto, pubblichiamo il testo completo della delibera, compreso di emendamenti:

 DELIBERA

Ma quali sono esattamente questi 11 beni della Confisca?

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Processo “La Svolta” – Motivazioni della sentenza d’appello

Capitolo I – Atto Secondo

In data 20 luglio 2016, a sei mesi di distanza dal giorno del verdetto (10 dicembre 2015) sono state depositate le motivazioni della sentenza d’appello del processo “La Svolta”.
In primo grado, con la storica pronuncia del 7 ottobre 2014, era stata per la prima volta accertata in modo organico la presenza della ‘ndrangheta in Liguria, radicata nei due locali di Ventimiglia e Bordighera: 16 condanne per associazione mafiosa, con pene sino a 16 anni.
In appello, come già documentato, è subito balzata all’occhio l’anomalia della nuova sentenza, che ci ha restituito una visione “dimezzata” della ‘ndrangheta: a fronte della sostanziale conferma delle condanne relative a Ventimiglia, è stato completamente smontato il capo d’imputazione “a-bis)”, relativo al locale di Bordighera: tutti assolti i membri delle famiglie Pellegrino-Barilaro, attivi nelle città delle palme, “perché il fatto non sussiste”.
Come spiegare una simile disparità di vedute? Occorre ricostruire la vicenda dall’origine. Continue reading

Il Confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro

Il presente contributo viene scritto in occasione dell’uscita del libro “Il confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”, primo volume della collana “Contrappunti”, edita da Altreconomia, e promossa da Avviso Pubblico e il Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. Il volume è distribuito nella provincia della Spezia (www.liberalaspezia.it) e gratuitamente scaricabile in formato ebook dal sito di Altreconomia.

Il Confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro

«Compare Mimmo io sono indagato per… inc… non prendo niente e non mi aspetto niente, basta. Se prendo il caffè non lo vedono? Voi che vendete la frutta non lo vedono? Quell’altro che vi mette la calce nel muro non lo vedono? Quell’altro che ha il cemento non lo vedono? La prima cosa che vanno a fare è: il patrimonio… e vedono che io non ho niente, voi non avete niente, che lui non ha niente e quell’altro non ha niente. Ma dove sono questi intrallazzi?»1.

Forse ha ragione Onofrio Garcea, presunto affiliato all’Onorata Società: gli intrallazzi della ‘ndrangheta in Liguria non si vedono. O forse non si vogliono vedere, soprattutto in quel pezzo di terra che si trova tra la Liguria e la Toscana e abbraccia le province di La Spezia e di Massa e Carrara, la Lunigiana storica. Una zona di confine che nelle grandi inchieste antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova è stata toccata solo marginalmente: è nell’indagine Maglio 3, condotta nel 2011 dal pm Alberto Lari, che viene arrestato il presunto capo del locale di ‘ndrangheta di Sarzana (SP), Antonio Romeo, un ex ambulante incensurato. A processo, però, il giudice del Tribunale assolve tutti gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: «“essere ‘ndranghetista” […] non vuol dire necessariamente “fare l’ndranghetista”»2. Continue reading

Confisca Canfarotta, il Comune di Genova acquisisce i beni confiscati (RepTv)

Il servizio di Repubblica sulla delibera avente ad oggetto la richiesta di acquisizione di 11 beni della Confisca Canfarotta del 14 febbraio 2017. 

Approvata al delibera di acquisizione: 11 beni della Confisca Canfarotta andranno al Comune di Genova

Ogg, martedì 14 febbraio 2017, è stata discussa in seduta di Consiglio del Comune di Genova la Proposta di Deliberazione N. 2017-DL-16 del 25/01/2017, dal titolo ACQUISIZIONE A TITOLO GRATUITO DI IMMOBILI CONFISCATI ALLA MAFIA AI SENSI DEL DLGS. 159/2011.

Si tratta della richiesta di acquisizione di un gruppo di locali (11 per la precisione) dei 96 della Confisca Canfarotta; richiesta fatta all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Abbiamo scritto in più occasioni (1)(2) che le acque si stavano muovendo, ma questo è il PRIMO ATTO UFFICIALE DEL COMUNE DI GENOVA, a quasi 3 anni esatti (26/2/2014) dalla confisca definitiva, e 8 anni dal sequestro  (30/6/2009).   Continue reading

Confische alla Spezia: l’ombra della ‘ndrangheta

Quando si parla di mafie in Liguria si pensa generalmente al Ponente ligure, perché è molto più evidente la presenza di organizzazioni criminali in quel territorio. Dall’altra parte della Regione, però, qualcosa si muove. Alla Spezia non ci sono state grandi inchieste antimafia, ma dal 2010 a oggi sono state applicate diverse misure di prevenzione a imprenditori locali, colpevoli, secondo gli inquirenti, di gestire un patrimonio frutto di attività illecite. L’ultima confisca, decisa dal Tribunale della Spezia, è avvenuta pochi giorni fa ai danni di Roberto Piras e Riccardo Trusendi: circa 10 milioni di euro il valore del patrimonio accumulato illegalmente. Beni immobili siti in prevalenza in provincia della Spezia (ma anche in Francia e Svizzera), conti correnti, quote societarie, automobili, rimorchi, trattori. Continue reading

Genova, lo scandalo dei beni confiscati: prostituzione e proprietari mai sgomberati (RepTv)

La Repubblica torna a parlare di beni della Confisca Canfarotta.

Qui l’articolo completo

 

Il Quarto Piano

La legge 109/1996, stabilendo il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, ha compiuto un passo molto significativo nella lotta alle mafie: le difficoltà, tuttavia, non mancano. Il rischio è che la formale restituzione di questi beni alla collettività tardi a divenire sostanziale, e che i beni, nel passare dalle mani dei mafiosi a quelle dello Stato, cadano nell’abbandono.

Ma per fortuna ci sono, in tutta Italia, tante storie di beni confiscati a lieto fine: una di queste ha luogo nella nostra regione, nel centro storico di Sarzana (SP), e più precisamente il quarto piano di via Landinelli 42. Continue reading

Nino Di Matteo all’Università di Genova


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Genova, 15 Novembre 2016

“Verità e giustizia sono i presupposti della democrazia” 

Nell’Aula Magna dell’Albergo dei Poveri dell’Università di Genova, Nino Di Matteo, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palermo e pubblico ministero del processo sulla “trattativa stato-mafia”, incontra una platea di studenti, per raccontare la sua esperienza di vita e la sua battaglia quotidiana contro il crimine organizzato di tipo mafioso. L’incontro è stato promosso dall’associazione studentesca Idee Giovani-Unige.

L’Osservatorio “Boris Giuliano” è presente e a breve sarà caricato il video integrale dell’intervento del dott. Di Matteo.

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