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Osservatorio Boris Giuliano

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Processo “La Svolta” – Motivazioni della sentenza d’appello

Capitolo I – Atto Secondo

In data 20 luglio 2016, a sei mesi di distanza dal giorno del verdetto (10 dicembre 2015) sono state depositate le motivazioni della sentenza d’appello del processo “La Svolta”.
In primo grado, con la storica pronuncia del 7 ottobre 2014, era stata per la prima volta accertata in modo organico la presenza della ‘ndrangheta in Liguria, radicata nei due locali di Ventimiglia e Bordighera: 16 condanne per associazione mafiosa, con pene sino a 16 anni.
In appello, come già documentato, è subito balzata all’occhio l’anomalia della nuova sentenza, che ci ha restituito una visione “dimezzata” della ‘ndrangheta: a fronte della sostanziale conferma delle condanne relative a Ventimiglia, è stato completamente smontato il capo d’imputazione “a-bis)”, relativo al locale di Bordighera: tutti assolti i membri delle famiglie Pellegrino-Barilaro, attivi nelle città delle palme, “perché il fatto non sussiste”.
Come spiegare una simile disparità di vedute? Occorre ricostruire la vicenda dall’origine. Continue reading

La ‘ndrangheta in Liguria – mappatura delle cosche

LA SPEZIA
La provincia della Spezia potrebbe sembrare una provincia “babba”: a prima vista pochi episodi violenti, poche inchieste, pochissime condanne. Ma da anni fonti istituzionali raccontano della presenza di un gruppo criminale calabrese collegato al clan ALVARO di Sinopoli (RC) e delle famiglie DE MASI e ROSMINI. Nel 2000 la DIA scrive che «è stata evidenziata l’attività di elementi legati alla cosca IAMONTE» e un paio di anni dopo dichiara che a Sarzana si è stabilita da tempo la famiglia ROMEO, originaria di Roghudi (RC), «dove svolge attività edilizia e di floricoltura». Anche la Direzione Nazionale Antimafia conferma questa ipotesi: «nell’estremo levante, fino al confine con la provincia di Massa e Carrara, è infatti attivo da tempi un locale di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia ROMEO-SIVIGLIA». Continue reading

Occhio alle mafie: un anno dopo

L’anniversario della nascita dell’Osservatorio Boris Giuliano, il 18 giugno 2016, Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, Genova

Operazione/Processo “La Svolta”

La richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dal Pm Arena per numerosi indagati del procedimento La Svolta. L’atto da cui tutto è cominciato. Emerge immediatamente la quantità di elementi raccolti nella direzione della sussistenza del reato associativo, di tipo mafioso.

Richiesta misura cautelare “La Svolta”

I grado:

  • Dispositivo della sentenza del processo La Svolta, letto all’udienza del 7 ottobre 2014; sono sedici le condanne per associazione mafiosa (416 bis c.p.), con pene sino a 16 anni.

Dispositivo

  • Sentenza del Tribunale di Imperia, con la quale per la prima volta è stata riconosciuta l’esistenza della ‘ndrangheta in Liguria. 16 condanne per associazione mafiosa, con pene sino a 16 anni (per Peppino Marcianò e Maurizio Pellegrino).

Trib. Imperia, 7 ottobre 2014, dep. 8 gennaio 2015, Marcianò ed altri

II grado:

  • Sentenza della Corte di Appello di Genova, in parziale modifica della sentenza di I grado

Corte App. Genova, 10 dicembre 2015, dep. 20 luglio 2016, Marciano ed altri

Vedi anche –> Processi –  “La Svolta”

Il Consiglio di Stato annulla lo scioglimento del Comune di Ventimiglia

Tanto rumore per nulla? Dopo l’annullamento disposto nei confronti dello scioglimento del Comune di Bordighera (Cons Stato, III sez., sent. 126/2013), il massimo organo della Giustizia Amministrativa boccia anche lo scioglimento del comune di Ventimiglia, con una nuova pronuncia destinata a far discutere (n. 748/2016). Continue reading

Perché è stata negata la ‘ndrangheta a Bordighera?

Il Dott. Roberto Cavallone, Sostituto Procuratore di Imperia, commenta la sentenza d’Appello del processo La Svolta, davanti ai ragazzi del Liceo Vieusseux. Si sofferma, in particolare, sulle ragioni che hanno indotto il collegio ad escludere il locale di ‘ndrangheta di Bordighera e ad assolvere, di conseguenza, dall’accusa di associazione mafiosa i tre fratelli Pellegrino e Antonino Barilaro. In primo grado erano stati tutti condannati.

La lotta alla mafia: facciamoci un esame di coscienza!

Il Dott. Roberto Cavallone, Sostituto Procuratore di Imperia, racconta ai ragazzi del Liceo Vieusseux di Imperia la vicenda di Rita Atria,  testimone di giustizia. Richiamando le sue parole, per combattere la mafia occorre prima di tutto farsi un esame di coscienza.

Come contrastare la criminalità organizzata? La risposta del dott. Cavallone

Il Dott. Roberto Cavallone, Sostituto Procuratore di Imperia, spiega ai ragazzi del Liceo Vieusseux di Imperia in quali forme si può contrastare la criminalità organizzata

La forza d’intimidazione del vincolo associativo

Il Dott. Roberto Cavallone, Sostituto Procuratore di Imperia, spiega ai ragazzi del Liceo Vieusseux di Imperia la caratteristica principale delle organizzazione mafiose: l’esercizio del potere intimidatorio, in grado di produrre le condizioni di assoggettamento ed omertà nelle popolazione. Ciò le distingue dalle comuni associazioni per delinquere.

Le due principali attività delle mafie in Liguria

Il Dott. Roberto Cavallone, Sostituto Procuratore di Imperia (già Procuratore Capo di Sanremo), spiega ai ragazzi del Liceo Vieusseux di Imperia le due principali attività di cui si occupano le mafie in Liguria: il traffico di droga e il movimento-terra.

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