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Osservatorio Boris Giuliano

Tag: Gangemi

Il Confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro

Il presente contributo viene scritto in occasione dell’uscita del libro “Il confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro”, primo volume della collana “Contrappunti”, edita da Altreconomia, e promossa da Avviso Pubblico e il Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. Il volume è distribuito nella provincia della Spezia (www.liberalaspezia.it) e gratuitamente scaricabile in formato ebook dal sito di Altreconomia.

Il Confine – Tra Liguria e Toscana, dove le mafie si fanno in quattro

«Compare Mimmo io sono indagato per… inc… non prendo niente e non mi aspetto niente, basta. Se prendo il caffè non lo vedono? Voi che vendete la frutta non lo vedono? Quell’altro che vi mette la calce nel muro non lo vedono? Quell’altro che ha il cemento non lo vedono? La prima cosa che vanno a fare è: il patrimonio… e vedono che io non ho niente, voi non avete niente, che lui non ha niente e quell’altro non ha niente. Ma dove sono questi intrallazzi?»1.

Forse ha ragione Onofrio Garcea, presunto affiliato all’Onorata Società: gli intrallazzi della ‘ndrangheta in Liguria non si vedono. O forse non si vogliono vedere, soprattutto in quel pezzo di terra che si trova tra la Liguria e la Toscana e abbraccia le province di La Spezia e di Massa e Carrara, la Lunigiana storica. Una zona di confine che nelle grandi inchieste antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova è stata toccata solo marginalmente: è nell’indagine Maglio 3, condotta nel 2011 dal pm Alberto Lari, che viene arrestato il presunto capo del locale di ‘ndrangheta di Sarzana (SP), Antonio Romeo, un ex ambulante incensurato. A processo, però, il giudice del Tribunale assolve tutti gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: «“essere ‘ndranghetista” […] non vuol dire necessariamente “fare l’ndranghetista”»2. Continue reading

La ‘ndrangheta in Liguria – mappatura delle cosche

LA SPEZIA
La provincia della Spezia potrebbe sembrare una provincia “babba”: a prima vista pochi episodi violenti, poche inchieste, pochissime condanne. Ma da anni fonti istituzionali raccontano della presenza di un gruppo criminale calabrese collegato al clan ALVARO di Sinopoli (RC) e delle famiglie DE MASI e ROSMINI. Nel 2000 la DIA scrive che «è stata evidenziata l’attività di elementi legati alla cosca IAMONTE» e un paio di anni dopo dichiara che a Sarzana si è stabilita da tempo la famiglia ROMEO, originaria di Roghudi (RC), «dove svolge attività edilizia e di floricoltura». Anche la Direzione Nazionale Antimafia conferma questa ipotesi: «nell’estremo levante, fino al confine con la provincia di Massa e Carrara, è infatti attivo da tempi un locale di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia ROMEO-SIVIGLIA». Continue reading

Operazione/Processo “Maglio 3”

Ordinanza di custodia cautelare:

Tribunale di Genova – Sezione giudice per le indagini preliminari

  • RITO ABBREVIATO
  • I grado:

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Operazione/Processo “Crimine”

L’operazione Crimine-Infinito è una maxi-operazione contro la ‘Ndrangheta calabrese e le collegate cosche milanesi, portata a termine dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Reggio Calabria e Milano. Dal coordinamento delle indagini delle due DDA si sono originati due distinti processi, che si sono conclusi con importanti ed innumerevoli condanne.

Per quanto concerne il processo “Crimine (rito ordinario), con la sentenza del Tribunale di Locri, Domenico Gangemi viene condannato a 19 anni e 6 mesi di reclusione in quanto considerato a capo del locale di Genova;  la condanna  è stata confermata dalla Corte d’appello di Reggio Calabria in data 16 Luglio 2015.

Si ricorda, tra gli altri, il dialogo in cui Gangemi giungeva risolutamente ad affermare “Siamo tutti una cosa!”, subito dopo aver attestato “Noi con la Calabria tutta la massima collaborazione, tutto il massimo rispetto!” – per poi aggiungere – “Noi pare che siamo, pare che la Liguria è Ndranghetista? Noi siamo calabresi”.

Nel processo “Crimine” (rito abbreviato) viene altresì condannato Domenico Belcastro, ritenuto dal Tribunale di Reggio Calabria (sezione GIP – GUP) “elemento “attivo” in quella regione (la Liguria) con un importante “carica speciale”, ed è legato ad altri influenti affiliati, come il Mastro Giuseppe Commisso ed il sodale “ligure” e coimputato Domenico Gangemi, oltreché con importanti esponenti del clan Bonavota.”

La condanna è stata confermata in Appello il 27 Febbraio 2014 e resa definitiva (a 6 anni) in Cassazione  il 17 Giugno 2016.

 

  • RITO ORDINARIO (Gangemi)
  • I Grado:

Tribunale di Locri 19 Luglio 2013

  • RITO ABBREVIATO (Belcastro)
  • I Grado:

Tribunale di Reggio Calabria 8 Marzo 2012 (Sezione GIP – GUP) 

 

Vedi anche –>  Archivio Giudiziario – Operazione/Processo “Infinito”

Appello Maglio 3: le conclusioni del pm Alberto Lari

Ci siamo. L’ora è giunta. Domani la Corte d’Appello di Genova (nelle persone dei Giudici Mazza Galanti, Amisano e De Matteis)  emetterà la sentenza di secondo grado nel processo Maglio 3, per quanto riguarda i dieci imputati con rito abbreviato. Domani sapremo se la ‘ndrangheta è radicata anche a Genova, a Lavagna, a La Spezia, e non solo nel Ponente ligure (come già accertato).

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Mafie in Liguria – Flyer 2014

Anni ’70: Liguria terra di confine, rifugio per i latitanti e meta dei soggiorni obbligati.

1983: scoppia il Caso Teardo. L’ex Presidente della Regione Liguria è arrestato per associazione mafiosa, concussione ed altri reati. Verrà condannato a 12 anni, poi ridotti a 7, ma non per mafia.

Anni ’90: numerosi omicidi a Genova e dintorni (Giuliana, Gaglianò, Fucci, Gardini, Stuppia), che rivelano la presenza di organizzazioni criminali. I clan sono attivi nella gestione del gioco d’azzardo, nel traffico di droga, nell’usura, nell’estorsione. Continue reading

Slides – Mafie in Liguria

Presentazione MAFIE IN LIGURIA per slides

Materiale per assemblee d’istituto e convegni

Mafie in Liguria

Conversazione col pm Alberto Lari

Quanto segue è il resoconto di un incontro informale tra il Presidio di Libera – Genova ed il pm Alberto Lari, avvenuto dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado del processo Maglio 3.

Introduzione

Il primo aspetto caratteristico di Maglio 3 risiede nel fatto che l’indagine è nata come segmento della più ampia indagine di Reggio Calabria, Il Crimine (2010). L’inizio perciò è stato più semplice dal momento che era già stato raccolto consistente materiale probatorio. La Direzione direttuale antimafia di Reggio Calabria aveva accertato incontri tra Gangemi ed altri soggetti delle ‘ndrine calabresi. Continue reading

Maglio 3: «Pare che la Liguria è ‘ndranghetista»

Il 27 giugno 2011 a un anno di distanza dagli arresti lombardi e calabresi, vengono raggiunte da misura cautelare 12 persone, mentre sono circa 40 gli indagati (numero ricorrente nei processi liguri). E’ l’operazione Maglio 3, che porta in carcere il fruttivendolo Lorenzo Nucera, Cecé, Angelo Condidorio, Calipso, l’impiegato Raffaelino Battista, l’artigiano Rocco Bruzzaniti; a Ventimiglia vengono catturati Fortunato e Francesco Barilaro, Benito Pepé (già condannato a 13 anni per omicidio dalla Corte d’ Assise di Catanzaro nel 1959), Michele Ciricosta; ci sono poi Antonio Romeo di La Spezia e Paolo Nucera di Lavagna. Continue reading

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