Mercoledì 6 marzo 2019 il bene confiscato di Vico Vigne 10r aprirà ufficialmente le sue porte al sestiere della Maddalena, con un evento di inaugurazione ad opera dei gestori del bene, l’Associazione Pas à Pas.

Dal sequestro al riutilizzo

Il bene fa parte degli oltre 80 immobili della Confisca Canfarotta, una delle più imponenti confische d’Italia, sequestrati nel 2009 e confiscati definitivamente nel 2014. Gli appartamenti, in condizioni al limite dell’abitabilità, erano utilizzati per lo sfruttamento della prostituzione e come alloggi per immigrati clandestini; i bassi come magazzini o attività commerciali.
Il Comune di Genova manifestò l’interesse ad acquisire due appartamenti, sei bassi (tra cui Vico Vigne 10r) ed una attività commerciale* nel febbraio 2017. Nella primavera del 2018 il Comune ha promosso un bando pubblico per associazioni su due bassi, Via Canneto il Curto 25r e Vico delle Vigne 10r, vinti rispettivamente dalla Parrocchia delle Vigne e dall’Associazione Pas à pas. 
Il progetto di “Mani d’Oro”, in Via Canneto il Curto – una bottega artigianale di riparazione di oggetti e recupero di materiale gestito da una comunità seguita dalla Parrocchia – è partito nei mesi immediatamente successivi, mentre il basso Vico delle Vigne, inserito in un edificio vincolato, ha posticipato più volte e per quasi un anno l’inaugurazione per la necessità dell’approvazione dei lavori di restauro da parte della Sovrintendenza.

L’associazione

Pas à pas è un’associazione di promozione sociale che “nasce nel 2014 per avvicinare alle diversità, promuovere un modello di coesione sociale e di convivenza pacifica partendo dalla lingua come strumento di conoscenza e scambio reciproco.”
A tal fine, le nostre principali attività si sono focalizzate sull’organizzazione di corsi di lingua, italiana e non, e di tutte quelle occasioni di socializzazione e incontro dove la lingua gioca un ruolo fondamentale.
In questo modo la lingua diventa “strumento di prossimità”: condividendo una modalità comune di espressione, per conoscersi e avvicinarsi piano piano. Pas à pas appunto.”
I corsi offerti sono di italiano, ma anche di wolof, arabo, portoghese, spagnolo, inglese, francese e tedesco.

L’associazione fin dalla sua nascita è stata molto vicina al fermento associativo del sestiere della Maddalena, nel cui cuore si trova la storica sede, in Via delle Vigne 8r (a poca distanza dal bene confiscato), ed è entrata a far parte, da subito, del Cantiere per la Legalità Responsabile, un gruppo di associazioni e cittadini nato a Genova nel 2014 per seguire le vicende della riassegnazione del beni della Confisca Canfarotta.
Il bene è anche una delle Maddacinesche, le 
saracinesche dipinte della Confisca, oggetto di ciclici tour della legalità organizzati sopratutto dall’associazione Libera, e rivolti a scuole, scout e cittadini.

Il progetto

Il progetto vincitore del bando prevede che il bene diventi un’aula studio e che lavori in sinergia con la vicina storica sede dell’associazione. 
In particolare, “il progetto si propone di creare una saletta polivalente da utilizzare, durante la mattina, per corsi di lingua Italiana L2 e, nel pomeriggio, come aula studio, aperta sia agli studenti frequentanti offerti da Pas à Pas sia all’utenza esterna . In orario serale, nonchénel weekend, la sala sarà destinata a diverse attività quali riunioni, conferenze, attività di socializzazione ed inclusione; offrirà inoltre uno sportello legale gratuito rivolto ai migranti.
L’immobile sarà quindi destinato, da un lato, ad attività formative rivolte ai migranti presenti sul territorio e, parallelamente, ad attività socio-culturali, ricreative e sociali, rivolte sia a vittime di discriminazioni sia agli abitanti del quartiere. Vico delle Vigne 10R come “luogo di prossimità”.”

I documenti del progetto:
1_Relazione
2_Esperienza (1)
3a_Esperienza con il Comune
3b_Esperienza (2)
4a_Progetto
4b_Progetto

Il resto della confisca

Le due attività hanno un grande valore simbolico: Via Canneto il Curto è stato per anni l’“agenzia immobiliare”dalla quale Benito Canfarotta gestiva i vari “ospiti”dei suoi appartamenti e che ha continuato a presidiare per oltre otto anni dal sequestro.
La Iwo Jima di Canfarotta, piena dei suoi oggetti che si rifiutava di abbandonare, è stato il primo bene ad essere riassegnato ed è oggi tenuto aperto da un uomo, Franco, che, anche lui alle prese con oggetti di scarto, ricicla tuttavia in pezzi d’artigianato.
Vico Vigne invece sarà uno spazio dedicato all’accoglienza e all’ascolto dei migranti, in aperto contrasto con quanto avveniva, prima della confisca, negli stessi beni Canfarotta.

È tuttavia un dato di fatto che ad oggi, a dieci anni dal sequestro ed a cinque dalla confisca, i beni di Vigne e Canneto siano gli unici due beni effettivamente riutilizzati degli 82** della Confisca Canfarotta. Il Comune percepisce l’affitto da un’attività commerciale e dovrebbe prossimamente indire un bando su due appartamenti in suo possesso, mentre gli altri quattro bassi presenti nel Sestiere della Maddalena dovrebbero diventare EcoPunti gestiti da AMIU.
I rimanenti 73 beni, perlopiù appartamenti, sono ancora in gestione all’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati (ANSBC), recentemente destinatari di una denuncia da parte della coadiutrice che ha lamentato la difficoltà di ottenere risposte dall’Agenzia rispetto alle situazioni di criticità più volte segnalate.

—> la mappatura dei beni Canfarotta

*11 cespiti catastali
**82 sono effettivamente le unità immobiliari identificabili unitariamente; contando invece i cespiti catastali, il numero sale a 92. I cespiti confiscati erano inizialmente 96, poi 4 sono usciti dalla gestione dell’Agenzia Nazionale dal 2014 a oggi