In attesa del deposito delle motivazioni, diamo immediatamente notizia – riservandoci di ospitare su questo sito un commento più articolato – della sentenza odierna, pronunciata dal G.U.P. Nicoletta BOLELLI ad esito di giudizio abbreviato, nei confronti di Antonio RODA’, uno degli imputati nel processo “I Conti di Lavagna“.

Il Giudice ha ritenuto il RODA’ (cl. 1980, unico ad aver scelto il rito speciale, tra i 20 soggetti indagati) colpevole del reato di associazione mafiosa, nonché del reato di cessione di sostanze stupefacenti, e lo ha condannato – rispettivamente – alla pena di anni 8 di reclusione e di anni 6, mesi 8 di reclusione, oltre a 30.000,00 euro di multa (tenuto conto della diminuente per il rito, pari ad 1/3 secco di “sconto” sulla pena).

Antonio RODA’ è stato dichiarato, altresì, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.

Pienamente accolta, dunque, la tesi del pm Alberto Lari, che aveva chiesto una condanna ad anni 15 di reclusione, evidenziando la partecipazione organica del RODA’ al sodalizio insediato nella città del Tigullio. Un sodalizio che viene ritenuto, ora, tipicamente “mafioso” anche da un Giudice.

A settembre si aprirà il processo, in rito ordinario, nei confronti degli altri presunti affiliati, nonché dei politici accusati di averli favoriti.

Dopo le condanne emesse nell’ambito del processo La Svolta, e la recente pronuncia della Cassazione nel processo Maglio 3 (che ha annullato le assoluzioni e disposto la celebrazione di un appello-bis), arriva un’altra conferma del radicamento della ‘ndrangheta nella nostra Regione.