Antonino Lo Iacono è il protagonista di una rilevante confisca di diversi immobili che ha coinvolto nel 2012 la Valpolcevera, in particolare Campomorone e Pontedecimo.

L’attività criminale in Valpolcevera negli anni ’80 e ’90 e la condanna del 2003

Nato a metà degli anni ’40, Antonino Lo Iacono era stato condannato nel 2003, a vent’anni di reclusione, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti dal Tribunale di Genova; destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nel 1994 poiché riconosciuto come “appendice” di Cosa Nostra a Genova, coinvolto nel traffico di sostanze stupefacenti tra Genova e la Sicilia ed estorsioni.

In particolare, i collaboratori di giustizia riferiscono della sua affiliazione intorno al 1987 con la famiglia di Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, e in particolare con Giuseppe “Piddu” Madonia, boss indiscusso del nisseno. Si riferisce di un grande rapporto di amicizia e affari con lui, insieme al quale era comproprietario di un magazzino a Vallelunga, confiscato poi nel 2012.

Ritornando a Lo Iacono posso dire che si riforniva anch’egli di eroina da Rinzivillo e la merce veniva portata a Genova da “Piddu Boccia”. […] Penso che Lo Iacono graffiasse a Pontedecimo con persone che conosceva lui. So che aveva contatti con uno spedizioniere che gli procurava cocaina di buona qualità. Mi riferisco a fatti accaduti quando io ero a Genova […]”

La vendeva pure e lui stesso a noi di Giovanni, La Paglia Amedeo, Lo Iacono Antonino, Giacomino Oggianu eravamo in sei Madonia ci procurava l’eroina e la vendeva a questi sei personaggi compreso lui e guadagnava sia nella vendita, sia dall’utile che è venuto da Genova perché per due anni, ha guadagnato cinquanta, sessanta milioni, perché eravamo in sei, di cui tre personaggi facevano da corriere e si davano tre milioni e mezzo a viaggio”
PM: “E come la portano lì, con il treno (incomprensibile)”
“Il treno poi qualcuno ritornava in aereo, il treno la trasportava ’85-’87.

Si legge anche del primo “lavoro” di Lo Iacono, un attentato al night di Sale, nel Basso Piemonte.

[…] Percepisce i proventi delle estorsioni dalla sua affiliazione ad oggi dalla famiglia mafiosa, Lo Iacono Antonino.
“si. È stato affiliato alla famiglia mafiosa di Vallelunga intorno al 1987, dimora a Genova.”
“cioè, vive a Genova, Campo coron…, è stato un grosso trafficante di droga in Genova, controllava una bisca, era presente al danneggiamento del night club New Joker di Sale, in provincia di Alessandria…
Dottoressa: “stava dicendo che per quanto riguarda le estorsioni?”
“aveva dei contatti lì per quanto riguarda Milano, quando Madonia andava a Genova c’era lui, cioè teneva lui i contatti con il Madonia ehm

Nelle pagine della mesedima sentenza si rinvengono nomi noti della criminalità genovese di quegli anni, come Salvatore Fiandaca, gli Emmanuello, ecc…. 

Il racket a Genova venne organizzato sotto la guida di Salvatore Fiandaca. I metodi erano semplici: si recava in un locale pubblico, in compagnia di più persone, in modo da far vedere la forza, po chiedeva la mazzetta.

Antonio aveva l’indirizzo dell’abitazione degli Emmanuello poiché intendeva mandare qualche ragazzo per cercare di ucciderli.

La tentata riconversione degli introiti criminali e la confisca di beni del 2012

Dopo diversi anni, nel 2009 la DIA di Genova richiedeva al Tribunale di Caltanissetta di procedere ad una confisca di beni mobili e immobili, completando il quadro della sua trentennale attività criminale. La Dia, in un’intervista rilasciata al Secolo XIX, dichiarava: Mentre prima si occupava di estorsioni e traffico di droga, oggi abbiamo il sospetto che avesse usato quei vecchi introiti per creare un impero vicino alla soglia della legalità».

Il suo nome ritorna, poi, all’interno di un’indagine sugli appalti truccati a Ceranesi e nella vicenda dei rifiuti tossici stoccati in Calata Bettolo a Genova, come riferisce la Commissione Antimafia 2015.

Il blitz del 2009 fu particolarmente importante, per un valore complessivo stimato a 2 milioni di euro. Si legge in una nota della Dia:

conti Correnti bancari e postali, abitazioni, terreni, negozi e magazzini, nei Comuni di Genova, Campomorone (GE), S. Stefano D’Aveto (GE), S. Agata Fossili (AL) e Vallelunga Pratameno (CL) e una società unipersonale di asfaltatura strade [Lavorazione e Ripristini Stradali (LA.E.R.S.)], con relativi beni strumentali, operante a Genova e assegnataria di numerosi appalti presso alcuni Comuni dell’Alta Valpolcevera.

Come ricordato, proprio a Vallelunga Lo Iacono

divideva la proprietà di un grosso fabbricato con il boss Piddu Madonia, la cui parte era stata già sequestrata e confiscata con analogo provvedimento antimafia eseguito nei confronti di quest’ultimo.

Nel 2013, con la sentenza della Corte di Cassazione, la confisca diviene definitiva.

I beni della Confisca Lo Iacono in Liguria e il loro riutilizzo

 Abbiamo cercato di ricostruire quali siano i beni della Confisca Lo Iacono in Liguria e a che punto sia il loro percorso di riutilizzo. I beni immobili sono sei cespiti catastali in tre Comuni differenti ed un’azienda. Di questi sette beni, uno è destinato e riutilizzato, tre sono destinati e non riutilizzati, mentre i rimanenti tre sono in gestione all’Agenzia Nazionale.

CAMPOMORONE

terreno di Via Trucco(I-GE-318719, I-GE-37716-S)
Il Comune di Campomorone acquisisce questa piccola porzione di terreno spoglio vicino al torrente Polcevera nel 2016, e la inaugura il 28 aprile 2018 come area attrezzata per l’aerobica, nello specifico affidata a un gruppo di ragazzi della zona che pratica Calisthenics. È l’unico bene a oggi riutilizzato della Confisca Lo Iacono.

edificio di Via Giovanni Lastrico(I-GE-318729; I-GE-37726-S)
Anche questo edificio nella campagna di 1223 mq è stato acquisito dal Comune nel 2016 insieme al terreno di Via Trucco

GENOVA

attività commerciale Via Campomorone 35Ar (2 cespiti) (I-GE-318718; I-GE-318720; I-GE-37715-S; I-GE-37717-S)
Locale a uso commerciale di 55 mq in Via Campomorone, una lunga via che collega Campomorone con il quartiere genovese di Pontedecimo.
Nel portale dell’Agenzia Nazionale OpenRegio i due cespiti sono riportati in maniera errata, con indirizzi riportati erroneamente; inoltre di uno si indica la posizione nel Comune di Campomorone mentre risulterebbe vicino all’altro, sempre nel Comune di Genova.
Il decreto di destinazione (1)(2) fornitoci dall’Agenzia ne indica invece il trasferimento al patrimonio comunale di Genova, ma quest’ultimo non lo ha inserito nel suo elenco apposito pubblicato nella sezione del proprio sito.
Ad oggi risulta chiuso e inutilizzato. Il Municipio V Valpolcevera ha fatto nei mesi scorsi un’interrogazione al Comune in merito.

SANTO STEFANO D’AVETO

due appartamenti in condominio (I-GE-37724-S; I-GE-37725-S)
Sono due gli appartamenti in gestione all’Agenzia Nazionale. Non conosciamo se ci siano progetti di riutilizzo.

L.A.E.R.S. (A-GE-60192-S)
L’azienda di lavori pubblici risulta in gestione all’Agenzia Nazionale. Anche per le quote societarie dell’azienda non sappiamo se esistano progetti di riutilizzo.